penzieri pisani
lunedì 21 novembre 2011
Penzieri e riordi a cervello sbottonato
De, e un se ne polle più, ora anco le bombe d’acqua, un bastava la risi economia, ci voleva anche l’alluvioni. O Dignene, hai visto os’è successo, uno sfacelo: enno morti anco du bimbi! Te e stai in via la Nunziatina, e un vedi nulla, un ti movi mai:poi indà in corso italia a fa ’na giratina, ma laggiù un ci apità è perioloso. Ma tutto vesto un si poteva prevedè e fa indà via la gente invece e falla morì. Anco Genova ner centro ha avuto e su morti, un ci si pole rede. Dice è la natura, lo scombinamento atmosferio, l’anidride arbonia, un puppurrì di ose tutte emportanti e hanno scariato acqua a non finì. Dice e la orpa è der Governo, de’tagli a ’omuni, e della non curanza per le ose serie. Per me è l’omo a fa e danni, enno tutte le su illusioni di benessere. Lo voi sapè e si stava più siuri, vando si mangiava pane e cipolle e per scardassi c’era er cardano e la mi nonna a letto e ci metteva er trabiccolo. E poi oh! tutte veste otomobili sempre di orsa o cosa voglian di. Ber mi barroccio! Er mi babbo cor calesse er su ronzino....... No, no, o Dignene, vesta è la modernità e ’ndietro u si pole più tornà.
Astianatte ( già stoia)