poesia
martedì 28 novembre 2006
POESIA:
PISA
" O Pisa O Pisa per la fluviale melodia che fa si dolce il tuo riposo ti loderò come colui che vide immemore del suo male fluirti il cuore il sangue dell’aurore e la fiamma dei vespri e il pianto delle stelle adamantino e il filtro della luna oblivioso."
Così il poeta recitò l’urbe al risveglio.
E scorse ai tramonti pian pianino il lento divenire dell’oblio lunare.
E la vide donna, tiepida nelle sue vesti di biondo lino.
O Pisa O pIsa per la lunga storia che fa grande il tuo passato triste rintocca la campana della torre A gridare vendetta alle sconfitte, Sei adorna di gesta e di allori E lance luccicanti a trafiggere i cuori dei nemici.
Alla Meloria hanno trafitto per sempre il tuo guerriero.
O Pisa O Pisa all’ombra della torre, al salire dei santi marmi, allo scivolare per Borghi e per Lungarni, coglie l’increspare lento il tuo pensiero delle acque e scruta all’orizzonte onde di potente mare.
PENSANDO A G. D’ANNUNZIO